NON PORTO LE MUTANDE, E ALLORA?
3/4/2012

Da http://www.modainforma.it/

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Si ritiene un selvaggio. Crede che l’abito migliore di un uomo sia l’abbraccio di una donna. Incontro semiserio con lo chef Cesare Marretti.

Lo chef Casare Marretti.
Al grande pubblico è arrivato per via della sua partecipazione a La Prova del cuoco, trasmissione di Rai Uno, condotta da Antonella Clerici.
Ma Cesare Marretti, faccia da impunito, non ama definirsi chef.
Piuttosto, come egli stesso precisa «un artista eccentrico e innovatore».
Quando non si divide tra i suoi ristoranti di Bologna e Torino, va a zonzo per il mondo in cerca di ispirazione.
ModaInforma.it lo ha incontrato per scoprire quale sia il suo rapporto con la moda. E alcune rivelazioni hanno dell’incredibile. Leggete qui sotto.
DOMANDA. Come è strutturata la cabina armadio di «un artista eccentrico e innovatore»?
RISPOSTA. Vivendo con due donne, la mia compagna Katia e nostra figlia Victoria di nove anni, io non ho una cabina armadio, bensì l’anta di un armadio.
D. Se dovesse paragonare questa manciata di centimetri di cui gode per grazia ricevuta, a un piatto, quale sarebbe?
R. Direi una crepe. Farcita con ingredienti dolci o salati, non fa differenza. Un piatto che tutti possono fare insomma, comprese le donne che amo.
D. Quindi è un armadio fatto di «ingredienti semplici»?
R. Esatto. Amo i capi in cotone perché mi piace la comodità. Mi piace talmente tanto che… no, non lo dico.
D. Lo dica, lo dica, coraggio.
R. Non indosso la biancheria intima, sono un selvaggio.
D. Oops. D’accordo, ma avrà pure una passione per qualche accessorio, o no?
R. Sì, l’unico accessorio per cui vado matto è una goccia di essenza di vaniglia.
D. È la sua arma di seduzione?
R. Niente affatto. L’unica vera arma per sedurre una donna è il petto villoso. Il pelo è l’unico e inimitabile abito che l’uomo possieda. Purtroppo il maschio si dimentica di questa fortuna e infatti uomo e donna fanno a gara per capire chi si è depilato meglio. Che tristezza.
D. Perdoni l’insistenza, ma peli a parte, cosa ama indossare?
R. In generale capi in stile sportivo – intellettuale con un retrogusto glamour.
D. Certo, non fa una grinza. Qualche esempio per noi mortali?
R. Mi piacciono i capi che trovo da Back Door a Bologna. Sportivi, ma mai banali. Eccentrici, ricercati, ecco.
D. Domanda semplice semplice. Il suo colore preferito?
R. (Ride). È un non colore, il lumen, usato dal mio amico artista Raimondo Galeano. Di giorno si intravede appena ma di notte si illumina facendomi diventare una stella nella galassia.
D. Le capita ogni tanto di fare ordine, di sbarazzarsi per esempio dei suoi capi mai banali e colorati di lumen?
R. Sì, ma soltanto quando sono completamente usurati.
D. Oltre al negozio che ha citato prima, le capita anche di fare acquisti online?
R. Sì, ma non vestiti.
D. E cosa?
R. Oggetti hard.
D. Ah ecco. Tornando alla moda, c’è uno stilista che le piace più di altri?
R. Stimo Giorgio Armani, ma costa troppo.
D. Deduco che lei non sia uno spendaccione.
R. Esatto. Il mio acquisto più folle è stato una camicia di Giorgio Armani, appunto, comprata nel 2002 a 280 euro, le vecchie 560 mila lire.
D. C’è qualcosa che desidererebbe fortemente indossare?
R. Sì, l’abbraccio di mia figlia e anche quello della mia compagna.